DANNI PUNITIVI

Il giudice statunitense, non disponendo di norme penali o amministrative da applicare per reprimere i casi di colpa macroscopica dimostranti l'assoluto disinteresse del colpevole per gli altrui diritti ed interessi, condanna il colpevole medesimo a pagare al danneggiato (in aggiunta a quanto dovutogli quale risarcimento nel senso tradizionale del termine) una somma, magari molto superiore a quella costituente il risarcimento, a titolo di 'punitive damages' in base, non ad una disposizione di legge, ma ad un principio affermatosi giurisprudenzialmente com'è normale in un ordinamento di Common Law. Condanne del genere sono molto frequenti nelle cause relative a danni causati da prodotti difettosi. L'assicuratore europeo non è propenso a coprire i danni punitivi nell'ambito dell'assicurazione R.C. prodotti, sia per la loro natura surrogatoria di una sanzione penale o amministrativa, che per l'imprevedibilità quantitativa che li caratterizza. Ora, rimosso il primo ostacolo, l'assicurazione - tenuto conto del secondo - è prestata entro limiti contenuti.