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IOT, INTERNET OF THINGS: CHE COS'É E COME FUNZIONA

Sempre più spesso oggi si parla e ancora di più si interagisce nella vita di tutti i giorni con l’Internet delle cose  – espressione che traduce l’equivalente inglese “Internet of Things” (IoT). Di che cosa si tratta?

Bracciali salvavita dotati di sensori che rilevano i parametri psicofisici di una persona e inviano un allarme in caso di valori anomali. Campanelli intelligenti che attivano il cellulare permettendo di rispondere a chi bussa anche se ci si trova fuori casa. Sistemi di illuminazione che si accendono quando ci si avvicina a casa e videocamere controllabili a distanza e capaci di rilevare la presenza di soggetti sconosciuti. Scarpe da ginnastica che tracciano l’attività sportiva ed elaborano un resoconto giornaliero. Dispositivi installati sui veicoli e collegati con lo smartphone, le centrali di monitoraggio del traffico, i semafori, i soccorsi stradali.

Sono questi alcuni semplici esempi di che cosa sia l’Internet delle cose: un concetto che, al di là dei tecnicismi, è piuttosto semplice da comprendere tanto più che ormai nella vita quotidiana capita sempre più spesso di avere a che fare con “cose connesse” secondo la logica dell’Internet of Things. Attraverso l’IoT gli oggetti colloquiano con gli utenti, con altri oggetti e fra loro in rete, diventando in un certo senso intelligenti o “smart”, come usa dire oggi.

L’espressione “Internet of Things” fu battezzata, durante una presentazione alla Procter & Gamble nel 1999, dall’ingegnere inglese Kevin Ashton (cofondatore del consorzio di ricerca Auto-ID Center al MIT di Boston) per indicare un sistema in cui gli oggetti del mondo fisico sono connessi a internet attraverso sensori.

In piena logica IoT, oggi i produttori di elettrodomestici, di veicoli o chi costruisce attrezzature e impianti industriali installano componenti elettroniche programmate per interagire in rete ed essere gestite a distanza.

Lo sviluppo dell’IoT sarà sempre più incisivo nel mondo dei trasporti, facilitando la transizione verso la cosiddetta mobilità connessa: veicoli, strade, semafori, centrali di monitoraggio del traffico e dei mezzi pubblici saranno collegati tra di loro con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la sicurezza dei trasporti. Le metropolitane potranno, per esempio, rilevare in tempo reale l’aumento dei afflussi e reagire più rapidamente, gli automobilisti potranno essere avvisati, in modo più efficace rispetto a quanto avviene già oggi attraverso radio e tv, su eventuali incidenti e code.

Non solo. Attraverso l’installazione di scatole nere sul proprio mezzo, un automobilista potrà monitorare il proprio stile di guida, ricevere suggerimenti per aumentare la sua sicurezza, o ancora essere avvisato sul malfunzionamento del veicolo, permettendo di attivare immediatamente l’assistenza o i soccorsi laddove necessario.

Si prevede che fra due anni l’IoT coinvolgerà 30 miliardi di dispositivi. La società di consulenza Bain ha stimato che nel 2021 il valore di mercato complessivo dei vari business IoT raggiungerà 520 miliardi di dollari, raddoppiando rispetto al 2017. Di fronte a questi numeri e ancora di più rispetto agli usi concreti che ognuno ha già provato o sta iniziando a farlo, si capisce che siamo nel mezzo di una rivoluzione che toccherà ogni aspetto della nostra vita quotidiana e del nostro rapporto con gli oggetti.